Alloggiati Web 2026: la guida per chi affitta casa per brevi periodi
Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2026
C’è un adempimento, tra quelli che riguardano gli affitti brevi, che merita un’attenzione particolare. Non perché sia complicato — la procedura, una volta avviata, dura 5 minuti per ospite — ma perché è l’unico dove un errore può finire in tribunale, non in Agenzia delle Entrate.
Stiamo parlando della comunicazione obbligatoria degli ospiti alla Polizia di Stato tramite il portale Alloggiati Web. Lo Stato vuole sapere chi dorme nelle strutture ricettive italiane, dagli hotel cinque stelle al monolocale che hai ereditato da tua zia. È un obbligo di pubblica sicurezza, non fiscale. E proprio per questo, le sanzioni sono di natura penale.
⚠️ Importante: a differenza dell’imposta di soggiorno (sanzioni amministrative del Comune) e della cedolare secca (recupero di imposta dell’Agenzia delle Entrate), una violazione dell’obbligo Alloggiati Web ti porta in Procura della Repubblica, con sanzioni che includono arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro per ogni ospite non comunicato. Niente terrorismo psicologico: è solo un fatto da sapere fin dal primo giorno.
In questa guida ti spiego tutto quello che devi conoscere come host privato: cos’è Alloggiati Web, come si ottiene l’accesso, quali dati comunicare e quando, cosa NON puoi fare nemmeno in casi limite. Vediamo insieme.
Cos’è Alloggiati Web e perché esiste
Alloggiati Web è il portale telematico della Polizia di Stato, attivo dal 2006, attraverso il quale i gestori di strutture ricettive trasmettono alle Questure i dati delle persone alloggiate. Il fondamento normativo è l’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), una norma che esiste dal 1931 ed è stata progressivamente aggiornata.
L’obbligo di comunicare gli ospiti agli uffici di pubblica sicurezza riguarda da sempre alberghi, B&B, agriturismi, campeggi. Dal 2018 è stato esteso esplicitamente anche agli affitti brevi sotto i 30 giorni, attraverso l’art. 19-bis del Decreto Sicurezza (D.L. 113/2018, convertito con Legge 132/2018). Da quella data, anche il proprietario che affitta il proprio appartamento per qualche notte è tenuto allo stesso obbligo dell’albergatore: identificare l’ospite, raccoglierne i dati, trasmetterli alla Questura.
Il sistema esiste per tre ragioni dichiarate:
- Sicurezza pubblica: tracciabilità dei movimenti delle persone sul territorio nazionale, soprattutto in chiave anti-terrorismo
- Indagini: possibilità per le forze dell’ordine di ricostruire spostamenti di soggetti d’interesse
- Prevenzione di reati: identificazione tempestiva di soggetti latitanti o ricercati
Detto in altre parole: lo Stato vuole sapere chi sta dormendo dove, in tempo reale o quasi. È una scelta che si può discutere politicamente, ma operativamente è un dato di fatto che chi affitta casa deve accettare.
Chi è tenuto a comunicare e per quali ospiti
L’obbligo riguarda chiunque conceda alloggio a persone fisiche, a qualsiasi titolo, anche per una sola notte. Comprende quindi:
- Locazioni turistiche brevi (case e appartamenti su Airbnb, Booking, Vrbo)
- Affitti diretti tramite proprio sito o passaparola
- Affitti tra privati senza piattaforma
- Affitto di una singola stanza dentro la propria casa (Airbnb “Una stanza in casa di…”)
- Affitti gratuiti o quasi-gratuiti se inquadrabili come ospitalità a pagamento
- B&B familiari, affittacamere, case vacanza non imprenditoriali
Anche se affitti via Airbnb e l’ospite ti arriva con il check-in automatico, l’obbligo è tuo. Le piattaforme non comunicano per te ad Alloggiati Web — semplicemente perché non hanno i dati anagrafici degli ospiti né i loro documenti.
L’identificazione e la comunicazione vanno fatte per ogni singolo ospite, indipendentemente da:
- Età (anche neonati e bambini vanno comunicati)
- Cittadinanza (italiani e stranieri)
- Rapporto di parentela (anche un’intera famiglia: ogni componente è una scheda separata)
- Durata del soggiorno (anche per una sola notte)
- Modalità di prenotazione (Airbnb, Booking, diretto)
- Pagamento o meno (anche ospitalità gratuita formale)
⚠️ Errore comune da evitare: pensare che basti comunicare il “capofamiglia” o il “prenotante”. Non funziona così. Se la prenotazione è di Maria Rossi per 4 persone, ti servono i documenti di tutti e 4, e devi creare 4 schedine alloggiati separate. Maria + marito + 2 figli = 4 schede.
Sanzioni: perché si parla di “rischi penali”
Le conseguenze di una violazione dell’art. 109 T.U.L.P.S. non sono amministrative ma penali. Questo aspetto è quello che distingue Alloggiati Web da quasi tutti gli altri adempimenti per host privati.
Per ogni ospite non comunicato (o comunicato fuori tempo), l’art. 109 commi 3 prevede:
- Arresto fino a 3 mesi (in pratica raramente comminato per host occasionali, ma è la pena edittale)
- Oppure ammenda fino a 206 euro per ogni omissione
In pratica, un host che non comunica 5 ospiti rischia 5 × 206 = 1.030 euro di ammenda, oltre al rischio di iscrizione nel registro degli indagati e a un procedimento penale. La violazione viene segnalata alla Procura della Repubblica del territorio, che può chiedere l’archiviazione (caso più frequente per omissioni occasionali e in buona fede) oppure procedere.
Esistono circostanze aggravanti che aumentano il rischio:
- Comunicazioni reiteratamente omesse o tardive
- Ospiti rivelatisi successivamente latitanti, ricercati o autori di reati
- Strutture multiple con omissione sistematica
- Falsità nei dati comunicati (in questo caso si configura anche falso in atto pubblico, art. 483 c.p.)
💡 Buona notizia: per host privati con un’unica casa che dimenticano una comunicazione in buona fede, l’esito tipico è l’archiviazione o il pagamento di un’ammenda contenuta. Ma il fatto stesso che il fascicolo passi in Procura è una seccatura non da poco. Vale la pena non rischiarla.
Come ottenere le credenziali Alloggiati Web
Per usare il portale, devi prima ottenere username, password e codice struttura dalla Questura della provincia in cui si trova il tuo immobile. Le credenziali si richiedono una volta sola e durano per sempre (salvo cessazione attività). La procedura è identica per tutta Italia, ma ogni Questura ha modulistica e canali leggermente diversi.
Step 1 — Procurati la modulistica
Vai sul sito della Questura della tua provincia (cerca “Questura [tua provincia] alloggiati web” su Google) e scarica:
- Modulo di richiesta credenziali per affitti brevi (formato PDF, denominazione varia da Questura a Questura — es. “Mod. 3/2023 – affitti brevi” a Catanzaro)
- Modulo dichiarazione di locazione occasionale sotto 30 giorni
- Allegati eventuali: copia della comunicazione regionale (CIR/CIS), CIN (se già ottenuto), documento d’identità del proprietario
💡 Novità 2026: dal 1° febbraio 2026 alcune Questure (Chieti, Bologna, Milano e altre stanno aderendo gradualmente) hanno introdotto una nuova procedura digitale: il modello compilato si invia esclusivamente via PEC o PEO, senza più la consegna fisica in Questura. Verifica sul sito della tua Questura quale procedura è attualmente in vigore.
Step 2 — Compila e invia
Compila il modulo digitalmente (no scrittura a mano), allega i documenti richiesti, e invialo:
- Via PEC all’indirizzo specifico dell’Ufficio Alloggiati della Questura competente (l’indirizzo lo trovi sul sito Questura)
- Via PEO (posta elettronica ordinaria) se la tua Questura accetta questo canale
- Di persona presso lo sportello U.P.G.A.I.P. in Questura, se la tua Questura non ha ancora attivato il canale telematico
Step 3 — Attendi la conferma
Tempi tipici di risposta: 5-15 giorni lavorativi. In alta stagione turistica (aprile-luglio) può rallentare a 3-4 settimane. Se hai urgenza (es. primo ospite in arrivo settimana prossima), nella richiesta puoi indicarlo, ma non aspettarti corsie preferenziali.
La Questura ti invia via PEC:
- Username (di solito il tuo codice fiscale o un identificativo numerico)
- Password temporanea (da cambiare al primo accesso)
- Codice struttura (un numero univoco che identifica il tuo immobile)
- Scheda dei codici di sicurezza — un foglio con codici numerici che il sistema ti chiederà a rotazione per autenticarti
Step 4 — Primo accesso al portale
Vai su alloggiatiweb.poliziadistato.it, accedi con le credenziali. Il sistema ti chiede di cambiare la password e di scaricare un Certificato Digitale (file con estensione .p12 o .pfx). Questo certificato va installato nel browser e si rinnova automaticamente.
⚠️ Punto tecnico critico: il certificato digitale ha validità annuale e va rinnovato automaticamente dal portale prima della scadenza. Se non rinnovi, il portale ti blocca improvvisamente l’accesso — di solito proprio nel momento peggiore. Imposta un promemoria 30 giorni prima della scadenza.
Cosa devi fare al check-in di ogni ospite
Una volta in possesso delle credenziali, ecco la procedura operativa per ogni ospite che entra nel tuo appartamento. Ti racconto il flusso passo passo.
Identificazione fisica dell’ospite
Al momento del check-in, devi vedere e verificare un documento d’identità valido di ogni ospite. La normativa è precisa: l’identificazione deve avvenire al momento dell’arrivo, e riguarda tutte le persone alloggiate.
Documenti accettati:
- Carta d’identità (italiana o di altro Paese UE)
- Passaporto
- Permesso di soggiorno (per cittadini extra-UE residenti in Italia)
- Patente di guida (in alcune Questure è accettata, in altre no — verifica con la tua)
Documenti NON validi ai fini Alloggiati Web (anche se è facile pensare il contrario):
- Tessera sanitaria
- Codice fiscale
- Certificato di nascita (per minori)
- Autocertificazioni dei genitori
- Tessere associative o di lavoro
⚠️ Caso particolare neonati e bambini: anche un neonato di 2 mesi va comunicato. Per bambini italiani senza carta d’identità, l’unico documento valido è il passaporto. Se il bimbo non ha né carta d’identità né passaporto, formalmente non puoi ospitarlo — anche se nella pratica molti host gestiscono il caso con ragionevolezza, dovresti rifiutarti di ospitare un minore privo di documento idoneo. È un punto in cui la normativa è severa e poco realistica, ma è quella.
Self check-in: il punto controverso
Negli ultimi 5 anni il self check-in (l’ospite arriva, prende le chiavi da una key-box senza incontrare l’host, entra) è esploso, soprattutto su Airbnb e per host con più immobili. Pone però un problema concreto: come identifichi un ospite che non incontri mai?
La soluzione adottata da molti host è il check-in digitale:
- Prima dell’arrivo, l’ospite carica documento d’identità + selfie su un’app o portale
- Tu (o un software con verifica biometrica come Chekin, Vikey, DolceBot) confronti foto del documento e selfie
- Se la verifica è positiva, l’ospite riceve il codice della key-box
Posizione delle Questure: il tema è ancora controverso e non uniformemente regolato. Alcune Questure considerano valido il check-in digitale con verifica biometrica come equipollente all’identificazione fisica. Altre Questure pretendono che l’identificazione “fisica” rimanga indispensabile, e considerano il check-in da remoto un rischio.
Il consiglio prudente per host privati: se hai una sola casa, al primo ospite cerca di fare l’identificazione fisica. Se la cosa diventa logisticamente complessa (vivi in altra città, lavori a orari incompatibili), valuta un software certificato che faccia verifica biometrica (Chekin, Vikey hanno integrazioni dirette con Alloggiati Web). Almeno avrai una documentazione difendibile in caso di contestazione.
Comunicazione tramite il portale
Una volta acquisiti i dati, accedi a alloggiatiweb.poliziadistato.it e crei una schedina alloggiato per ogni ospite. I dati richiesti per ogni schedina sono:
- Cognome e nome
- Data e luogo di nascita (per stranieri: solo Stato di provenienza, non città)
- Cittadinanza
- Tipo e numero di documento d’identità
- Comune e provincia di residenza (per italiani)
- Stato di provenienza (per stranieri)
- Data di arrivo
- Data prevista di partenza
- Codice della struttura (precompilato, è il tuo codice univoco)
Una volta inseriti i dati, clicca Invia. Il sistema rilascia immediatamente una ricevuta elettronica firmata digitalmente con codice di controllo della Polizia di Stato. Salva sempre questa ricevuta (PDF o screenshot): è la tua prova di adempimento.
Tempistiche obbligatorie
L’art. 109 T.U.L.P.S. fissa due termini molto precisi:
- Soggiorni superiori a 24 ore: comunicazione entro le 24 ore successive all’arrivo
- Soggiorni inferiori a 24 ore (es. ospite arrivato di sera, parte la mattina dopo presto): comunicazione entro le 6 ore dall’inizio della locazione
In pratica: se l’ospite arriva alle 15:00 di lunedì, hai tempo fino alle 15:00 di martedì per comunicare. Comunica appena hai i dati, non aspettare: una connessione internet che cade, un certificato che scade, un imprevisto familiare possono farti sforare il termine.
Casi particolari ricorrenti per host privati
Vediamo le situazioni che capitano più spesso a chi gestisce un’unica casa e non ha esperienza alberghiera.
Famiglia di 4 persone con un solo prenotante
Identifica e comunica tutti e 4 separatamente. Anche i bambini. Ti servono 4 documenti — il passaporto è ottimo perché vale per tutta la famiglia anche per i minori italiani senza carta d’identità.
Ospite straniero che non parla italiano
Identifichi normalmente con il suo passaporto. Nel campo “Stato di provenienza” indichi lo Stato (non la città), nel campo “Cittadinanza” indichi la nazionalità del passaporto. Se l’ospite è cittadino extra-UE residente in Italia (es. cittadino marocchino con permesso di soggiorno), comunichi anche gli estremi del permesso di soggiorno.
Ospite minorenne che viaggia da solo (raro ma possibile)
Verifica documento d’identità del minore (passaporto è la soluzione più semplice). Se è un caso anomalo (minore non accompagnato, viaggio internazionale), considera di annotarlo e magari di contattare la Questura per chiarire la situazione: meglio un’eccesso di cautela.
Ospite senza documento valido
Non puoi ospitarlo. La legge è chiara: non ammette deroghe basate sul rapporto di parentela o sul fatto che “ti fidi”. Se l’ospite si presenta senza documenti, devi rifiutare l’alloggio. Sgradevole ma necessario.
Ti sei dimenticato di comunicare un ospite
Se ti accorgi del mancato invio dopo le 24 ore, vai comunque sul portale e inserisci la schedina il prima possibile. La comunicazione tardiva è una violazione, ma molto meno grave della comunicazione omessa: una comunicazione spontanea successiva, in buona fede, viene quasi sempre archiviata. Saltare completamente la comunicazione, invece, è il rischio peggiore.
Errore di battitura nei dati comunicati
Il portale non consente di modificare una schedina già inviata. Se ti accorgi di un errore (es. data di nascita sbagliata), invia una nuova schedina corretta (non duplicato, ma nuova) e contatta l’Ufficio Alloggiati della tua Questura via PEC spiegando la situazione. Conserverai la prova della tua trasparenza.
Ospite che parte prima del previsto
Niente da fare: la schedina già inviata resta. Non ci sono adempimenti aggiuntivi. Se l’ospite prolunga il soggiorno, devi inviare una nuova schedina per il periodo aggiuntivo.
Ospitalità gratuita di amici o parenti
Se è davvero un’ospitalità a titolo personale (non hai annuncio attivo, non c’è scambio di denaro neanche simbolico, non è una tua locazione turistica): formalmente non rientra nel T.U.L.P.S. art. 109. Se invece hai una casa registrata come struttura ricettiva e ospiti gratuitamente (es. famiglia in soggiorno gratis), conviene comunicare comunque per evitare ambiguità.
Software gestionali e automazione
Per chi affitta più di 20-30 notti l’anno, comunicare manualmente ogni ospite diventa rapidamente seccante. Esistono software che integrano direttamente Alloggiati Web e automatizzano la procedura.
I principali per host occasionali:
- Chekin: piattaforma specializzata in check-in digitale + identificazione biometrica + invio automatico Alloggiati Web. Costo da circa 1-3 € a check-in.
- Vikey: simile a Chekin, italiano, con anche gestione self check-in tramite key-box smart e codici dinamici.
- DolceBot: assistente digitale per host, gestisce comunicazioni automatiche, identificazione, Alloggiati Web.
- Smoobu e Lodgify: i PMS che ti ho consigliato nella guida ai migliori software hanno integrazioni native con Vikey e Chekin tramite API. Configuri una volta, e da ogni prenotazione parte il flusso automatico.
💡 Per host con 1-2 case che affittano via Airbnb, Vikey o Chekin sono spesso la scelta migliore: pagano per check-in, non hanno fissi, e ti tolgono dalle mani la responsabilità tecnica. Per host con volumi più alti, l’integrazione PMS + Vikey è il setup standard.
Errori comuni che fanno gli host alle prime esperienze
Te ne elenco 7, tra quelli che vedo ricorrere nei gruppi Facebook e nei forum del settore:
1. Comunicare solo il prenotante e non gli accompagnatori. L’errore più frequente. Una famiglia di 4 = 4 schedine, non 1.
2. Aspettare che il certificato digitale scada per accorgersene. Il rinnovo va fatto prima della scadenza. Imposta un promemoria 30 giorni prima.
3. Comunicare la prenotazione invece dell’arrivo. Se l’ospite ha prenotato per il 15 luglio e arriva il 16 luglio, la data di arrivo è il 16 luglio — non il giorno della prenotazione.
4. Identificare con foto del documento inviata via WhatsApp. Tecnicamente accettabile per la verifica preliminare, ma in caso di controllo l’identificazione “fisica” è più solida. Se fai check-in online, usa un sistema strutturato (Chekin, Vikey) con verifica biometrica.
5. Non conservare le ricevute di trasmissione. Devi conservarle per almeno 5 anni. Sono la prova del tuo adempimento. Salvale in cartelle Google Drive o Dropbox per immobile e mese.
6. Pensare che “Airbnb fa tutto”. Airbnb gestisce i pagamenti e (in alcuni Comuni) l’imposta di soggiorno. Non gestisce Alloggiati Web. Mai.
7. Non rinnovare il modulo della struttura quando si fanno cambi importanti. Se vendi l’immobile, cambi destinazione d’uso, cessi attività: comunica alla Questura la cessazione. Le credenziali restano attive ma “agganciate” a un immobile non più tuo, situazione che può creare problemi.
Domande frequenti
Devo comunicare gli ospiti anche se affitto solo qualche giorno l’anno? Sì. L’obbligo non dipende dalla frequenza ma dal fatto stesso di concedere alloggio. Anche un solo ospite per una sola notte deve essere comunicato.
Se Airbnb mi gestisce la prenotazione, devo comunque comunicare alla Questura? Sì. Airbnb non comunica per te — non ha i tuoi dati anagrafici degli ospiti, e la responsabilità è del gestore della struttura. Devi farlo tu.
Quanto tempo ho per comunicare un ospite arrivato la sera tardi? Se l’ospite resta più di 24 ore: hai 24 ore dal suo arrivo. Se l’ospite resta meno di 24 ore (es. stop notturno): 6 ore dall’inizio della locazione.
Posso usare Alloggiati Web da smartphone? Tecnicamente sì, ma l’interfaccia non è ottimizzata per mobile. Meglio usare un PC o un software gestionale (Chekin, Vikey) che ti automatizza tutto.
Come faccio se l’ospite si presenta senza carta d’identità o passaporto? Non lo puoi ospitare. La normativa non ammette eccezioni: documento idoneo o niente alloggio. Comunicalo gentilmente all’ospite prima dell’arrivo nelle istruzioni di check-in (basta una frase tipo “porta con te un documento d’identità valido per la registrazione obbligatoria”).
Cosa succede se sbaglio un dato? Il portale non permette correzioni dirette. Invii una nuova schedina con i dati corretti e contatti la Questura via PEC spiegando l’errore. La buona fede e la trasparenza ti tutelano.
Quanti anni devo conservare le ricevute? Almeno 5 anni, in linea con i termini di prescrizione amministrativa. Personalmente consiglio 10 anni, per essere coperti anche da contestazioni penali successive.
I miei dati e quelli degli ospiti sono al sicuro? Il portale è gestito direttamente dalla Polizia di Stato, con sicurezza informatica di livello pubblico. I dati sono trasmessi e custoditi dalle Questure. Sono dati sensibili che non vanno condivisi né con piattaforme private né con altri.
Posso delegare un familiare o property manager a fare le comunicazioni? Sì, ma con cautela. Devi aggiungere la delega formale alla richiesta credenziali (modulo specifico in Questura). Se deleghi un property manager, considera che la responsabilità penale resta tua finché sei intestatario della struttura: scegli con attenzione.
Le ricevute di Alloggiati Web servono anche per la dichiarazione fiscale? No. Sono due adempimenti completamente separati: Alloggiati Web (Polizia, sicurezza pubblica), dichiarazione redditi (Agenzia delle Entrate, fisco). Le ricevute Alloggiati Web ti servono solo in caso di controllo della Questura.
Cosa è il certificato digitale e perché si parla di scadenza annuale? È un file (.p12 o .pfx) che il portale ti fa scaricare per autenticarti. Ha validità di un anno e va rinnovato dal portale stesso prima della scadenza. Se scade, il portale ti blocca l’accesso fino al nuovo certificato.
Cosa fare adesso
Se sei alle prime esperienze con gli affitti brevi:
- Vai sul sito della tua Questura provinciale e cerca la sezione “Alloggiati Web” o “Schedine alloggiati”
- Scarica il modulo specifico per affitti brevi
- Compilalo digitalmente con i tuoi dati e quelli dell’immobile
- Allega: copia documento d’identità, comunicazione regionale di inizio attività (CIR/CIS), CIN se già ottenuto
- Invia via PEC all’indirizzo della Questura (o di persona, se la tua Questura non accetta ancora il canale telematico)
- Attendi conferma (5-15 giorni)
- Prima del primo ospite: scarica e installa il certificato digitale, fai un login di prova, familiarizza con l’interfaccia
- Se affitti più di 20 notti l’anno: valuta un software certificato (Chekin, Vikey) per automatizzare il check-in e l’invio Alloggiati Web
Per gli adempimenti correlati — registrazione regionale, CIN nazionale, imposta di soggiorno, tassazione — leggi le nostre altre guide:
- Da dove inizio? La guida per chi parte da zero — il quadro complessivo di tutti gli adempimenti
- CIN per host privati spiegato senza sigle — come ottenere il codice nazionale obbligatorio
- Tassazione affitti brevi 2026 — cedolare 21%/26% e dichiarazione
- Imposta di soggiorno per host privati — la tassa locale che incassi e versi al Comune
- Migliori software per piccoli host — i gestionali che semplificano tutto, incluso Alloggiati Web
Hai una situazione particolare (es. credenziali bloccate, certificato scaduto e bloccato fuori, comunicazione tardiva da regolarizzare)? Scrivici a info@affittitranquilli.it. Rispondiamo a tutti.
Questa guida è informativa e basata sulla normativa nazionale in vigore. Le procedure di richiesta credenziali e le interfacce del portale Alloggiati Web possono variare da Questura a Questura. Per la tua situazione specifica verifica sempre sul sito della Questura competente per territorio. Le sanzioni dell’art. 109 T.U.L.P.S. hanno natura penale: in caso di omissione o errore consulta sempre un avvocato per valutare le opzioni di regolarizzazione. Fonti principali: D.Lgs. 773/1931 art. 109, D.M. 7 gennaio 2013, D.M. 16 settembre 2021, D.L. 113/2018 art. 19-bis, FAQ ufficiali Polizia di Stato.
